Agostino Re Rebaudengo
Agostino Re Rebaudengo, presidente e amministratore delegato di Asja SPA, uno dei gruppi italiani impegnati nella produzione di energia da fonti rinnovabili, risponde alle domande di Evergreen Comunicare Ambiente.

- Quale pensa sia l’avvenire del mercato delle fonti rinnovabili?
L’Unione Europea con la direttiva 20/20/20 si è assunta degli impegni ben precisi, impegni confermati durante la conferenza di Copenhagen dello scorso dicembre. Dobbiamo ridurre del 20% le emissioni di gas climalteranti e portare al 20% il consumo di energia da fonti rinnovabili. Anche l’Italia ha confermato la sua adesione e deve portare il suo consumo di energia rinnovabile al 17% entro 10 anni. Questi obiettivi sono sicuramente una grande opportunità per il Paese e per le aziende che operano nel settore dell’energia pulita. Secondo i dati e le previsioni del Green Investing 2010 (report sugli investimenti in energie verdi redatto da World Economic Forum e Bloomberg New Energy Finance), il settore delle rinnovabili ha retto “abbastanza bene” la crisi e ci si aspetta per il 2010 importi record per quanto riguarda gli eco-investimenti; e con il prezzo del petrolio che continua a salire e i costi delle tecnologie verdi sempre più competitivi, mi auguro che le rinnovabili rappresentino il futuro, anche industriale, nel nostro Paese.
- Quali tra solare termico, fotovoltaico, eolico, geotermico e biomasse-biogas, saranno le più diffuse?
Eolico e solare/fotovoltaico credo che almeno fino al 2020 saranno le più diffuse. Da non sottovalutare le biomasse (oli vegetali, legno, scarti agricoli e zootecnici): nella maggior parte dei casi infatti trasformano un problema come lo smaltimento in un’opportunità di business grazie alla conversione degli “scarti” in energia. Ci sono poi alcune tecnologie, ancora in fase di studio oin fase sperimentale, che potrebbero essere un giorno realtà competitive quali: la geotermia di seconda generazione, lo sfruttamento delle maree e delle correnti marine, i pannelli solari di terza generazione.
- Quale esperienza o convincimento l’ha portata a lavorare nel mondo delle fonti rinnovabili?
Mi sembrava evidentel’opportunità e la necessità di “estrarre dai rifiuti” quanto ancora in essi contenuto (materia ed energia), anziché abbandonarli in modo vagamente controllato.
- Che ruolo occupa attualmente nel gruppo Asja?
Ho fondato Asja nel 1995 e da allora ne sono il Presidente e l’Amministratore Delegato. Ma la cosa di cui sono più orgoglioso sono gli AsjaPeople, le fantastiche persone che lavorano con me ogni giorno con entusiasmo e professionalità.
- Asja ha compiuto quindici anni c’è qualcosa da cambiare? Quali sono le nuove linee di business che intende sviluppare?
In questi quindici anni Asja è cresciuta molto, concentrandosi soprattutto nel settore biogas e nell'eolico. Per continuare ad essere member della rivoluzione delle energie rinnovabili siamo sistematicamente cambiati, mantenendo però i principi di quando siamo nati. Oggi siamo pronti a nuovi business, con la neo nata Asja Agricole stiamo sviluppando impianti che utilizzano il biogas ottenuto dagli scarti di biomassa agricola e zootecnica; sviluppiamo il fotovoltaico integrato ed il mini idroelettrico; 7 nuovi impianti fotovoltaici andranno ad aggiungersi, nei prossimi mesi, ai 2 già realizzati nel 2006.
Nonostante il summit di Copenhagen si sia concluso senza la necessaria chiarezza per il periodo post 2012, Asja continua a lavorare sui progetti di riduzione delle emissioni nei paesi in via di sviluppo all’interno del Protocollo di Kyoto. Nel maggio 2006 siamo stati la prima azienda italiana ad aver registrato un progetto di riduzione delle emissioni riconosciuto come CDM (Clean Development Mechanism) presso l’apposito organismo dell’ONU, UNFCC (United Nations Framework Convention on Climate Change).
Oggi i nostri progetti registrati sono 4 e molti quelli in corso di validazione. I crediti di emissioni generati da questi impianti sono commercializzati in parte sul mercato obbligatorio, in parte su quello volontario, anche tramite il sistema CleanPlanet-CO2. www.cleanplanet-co2.com
- Ed in quali paesi?
L'Italia continuerà ad essere il nostro impegno maggiore, anche se le nostre sedi in Cina, Brasile , Argentina e Albania continuano a crescere e a sviluppare nuovi impianti. Le prospettive potrebbero essere molte ancora…
- Quanto è importante la ricerca in questo campo?
La ricerca è fondamentale, un'azienda come Asja per crescere deve assolutamente conoscere e immaginare lo scenario in cui sarà chiamata ad operare nel prossimo futuro. Per questa ragione abbiamo una collaborazione stabile con il Politecnico di Torino, consolidata nel 2008 quando Asja è stata scelta con altre 7 aziende, tra cui Microsoft e Indesit, a cui è riservata una location all'interno del BRC (Business Research Center), luogo di collaborazione e interazione tra aziende e università.
- Quali sono gli attuali temi di ricerca che la sua società sta sviluppando e con chi?
In estrema sintesi, abbiamo in corso tre importanti filoni di ricerca: il primo è il progetto BioH2power per l’utilizzo e la conversione del biogas ai fini della produzione di idrogeno ed energia elettrica in celle a combustibile, che stiamo conducendo in collaborazione con il Politecnico di Torino ed altri importanti partners tecnologici. Sempre con l’Ateneo piemontese, Irsa Cnr, UniSalento, stiamo lavorando sul recupero di energia e materia tramite digestione anaerobica di biomasse residuali ad alta vocazione territoriale all’interno del tessuto produttivo della Regione Puglia, con particolare interesse per i sottoprodotti ed i reflui provenienti dall’industria olearia. Infine, stiamo procedendo nella sperimentazione di tecnologie innovative nel settore della gassificazione delle biomasse e nel recupero energetico del calore con turbine ORC (Organic Rankine Cycle) per applicazioni di piccola taglia (circa 100 kW). Importante è avere sempre presente che l’innovazione deve essere tecnologica, organizzativa e di visione.
- Lei a Torino è un personaggio pubblico ed ha ricoperto ruoli culturali. Quanto è importante il rapporto con il territorio da cui si parte?
Non è necessariamente un vantaggio, anche se sicuramente aver avuto nel 1984 la responsabilità di risanare la Giulio Einaudi Editore, essere stato Presidente del Teatro Stabile di Torino per 11 anni ed essere il co-fondatore della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo mi ha permesso di conoscere molti importanti aspetti della vita sociale e culturale piemontese. Ma come tutti sanno nemo propheta in patria, quindi posso dire che la Regione in cui , da sempre, ho lavorato è stata certamente un importante punto di partenza, il trampolino di lancio. Lo testimonia il fatto che in Piemonte abbiamo meno impianti di quanti ne abbiamo attualmente nelle Marche e quanti ne avremo tra un anno in Cina! Asja nasce e continua a crescere a Torino, esattamente come si sviluppa nel resto dell'Italia e soprattutto cresce nelle 5 sedi estere in Sudamerica, Cina, Albania. Siamo cittadini del mondo, la vera fida oggi è creare un legame con il territorio ovunque si operi, nel pieno rispetto delle cultura e delle tradizioni locali.
- Come pensa che la comunicazione ambientale possa servire il mondo delle fonti rinnovabili ed esiste un mercato di questa?
La comunicazione ha sicuramente un ruolo fondamentale, tramite la comunicazione possiamo informare, educare i nostri stakeholders. Da sempre Asja investe molto nella comunicazione, prima di tutto con la redazione della Dichiarazione Ambientale: documento che sta alla base della certificazione EMAS e che contiene tutti i dati ambientali relativi alla nostra attività. A questo si aggiungono le numerose attività a sostegno di manifestazioni o Enti che hanno la finalità di portare al grande pubblico quei valori e quei principi di rispetto e tutela del Pianeta a noi molto cari. Siamo soci del Museo A come Ambiente, sosteniamo da moltissimi anni il Festival Cinemabiente, aderiamo regolarmente all'iniziativa "I Giorni delle rinnovabili - Impianti aperti ai cittadini" promossa da ISES Italia con lo scopo di avvicinare il grande pubblico alle soluzioni energetiche pulite.
Ogni anno sono numerose le opportunità per Asja di presentare la sua attività in pubblico nei convegni, nelle fiere. Ognuna di queste occasioni rappresenta per noi un momento per parlare di tecnologia ed innovazione, ma anche di sviluppo ecosostenibile e rispetto dell’ambiente, costante obiettivonella nostra attività
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